Pasta alla palina o alla paolina

 

Piatto di Mimma Morana

Ingredienti per 4 persone 

  • 1 vasetto di filetti d'acciughe sott'olio
  • 400 gr. di passata di pomodoro Davia
  • 1 spicchio d'aglio
  • basilico fresco
  • 3 chiodi di garofano
  • 1 pezzettino di cannella
  • 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 4 cucchiai di pangrattato tostato e arricchito con qualche mandorla tostata e tritata

 

Procedimento

In una pentola mettere l'olio d'oliva e lo spicchio d'aglio tritato finissimo, aggiungere i filetti d'acciuga (2 per ogni commensale) e fare sciogliere, a fuoco basso per 3 minuti e aggiungere la passata di pomodoro Davia.

Aggiungere i chiodi di garofano e il pezzetto di cannella, lasciare cuocere a fuoco dolce e con il coperchio per 15 minuti.

A fine cottura aggiungere 1 cucchiaio di basilico fresco tritato. Nel frattempo lessare i bucatini al dente, scolarli bene e aggiungerli nella pentola con il condimento.

Mescolare bene servire con una generosa di "muddica atturrata".

 

L'origine del nome

 

Questo piatto è la versione "povera" della PASTA CON LE SARDE.

Il nome è da attribuire ai frati paolini del convento di San Francesco di Paola a Palermo, edificato su una piccola chiesa che, nel medioevo, era dedicata a Santa Oliva martire le cui spoglie, narra la leggenda, furono sepolte proprio sotto la chiesetta.

In seguito la chiesa di Santa Oliva, fu ceduta all’Ordine dei Minori fondato da San Francesco di Paola, che la rasero al suolo e, sulle fondamenta, edificarono il convento e la chiesa in stile barocco, dove si possono ammirare opere pittoriche e sculture di grande valore.

I frati appartenenti a quest’ordine, chiamati paolini, in dialetto “palini”, ovviamente dovevano ottemperare alla regola della povertà e anche al divieto assoluto di mangiare la carne e i suoi derivati, Quindi, il povero frate cuciniere, si doveva destreggiare, ogni giorno, tra la REGOLA e l'appetito dei confratelli.

Ma le cose migliori, si sa, nascono dalla povertà e quindi nacque questo piatto, ispirato alla pasta con le sarde ma con le sarde salate, insaporito e profumato dalle spezie al posto del finocchietto selvatico e condito con la "muddica atturrata" (pangrattato tostato) al posto del formaggio grattugiato.

Quindi, un "piatto povero" dove la carne era solo un miraggio, ma dove l’accostamento degli ingredienti coi loro profumi, diedero vita ad un nuovo piatto battezzato da subito” pasta palina”.

 

         

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